Questo blog nasce da un'idea.Mettere in luci e far conoscere scrittori e scrittrici italiani. Con interviste, foto,segnalazioni.
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Utente: minia80
Nome: Minia-La Gatta Bianca
Sono una creatura di carta,una gatta bianca, che vive in Danimarca con i suoi padroni. Sono la Mistress di questo BLOG, che vuole essere un punto di incontro fra lettori,scrittori, artisti. Ma non solo,un luogo in cui poter conoscere editori e librai e creativi di ogni genere. Fotografi, stilisti, creatori di peluche e gioielli. Cosplay e....
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martedì, 17 novembre 2009

Intervista doppia alla scrittrice Carlotta De Melas e alla fotografa Daze(d). Insieme per promuovere il tuor Randagi. Parole e fotografie.

Randagi @ Le18, Milano di ☆Oopsy★Daze☆  Randagi @ Le18, Milano di ☆Oopsy★Daze☆

 
1-Una domanda e tre risposte per conoscervi meglio. Il vostro più grande difetto, il luogo in cui sognate di avere una seconda "casa",il libro che avete sul comodino?
Carlotta - Il mio peggior difetto, a dire il vero sono tre, l'impazienza, la pigrizia, la testardaggine.
Il luogo in cui sogno di avere una seconda cosa è l'isola Tailandese di Ko Lonta. Sul comodino fra vicks e colirio c'è In viaggio con i morti di Monica Holloway.
Daze(d) - Mi annoio in fretta, sogno di vivere in una casetta su un albero, il libro che ho sul comodino è l'ultimo pubblicato in Italia di Laurell K. Hamilton.
2-Chi sono i Randagi nel nuovo romanzo di Carlotta De Melas e nelle foto di Daze(d)?
C-Nel romanzo sono ragazzi soli, al margine, che cercano un modo per riempire il buco dell'anima in cui si sono rinchiusi. Ma agli occhi della protagonista, Angelina detta Nina, sono personaggi di una favola metropolitana.
D-Sono una ragazza che vaga senza una meta precisa, si ferma in luoghi che reputa belli e viene seguita da un ragazzo unicorno che un po' guida e un po' si lascia guidare.
3-Come è nato questo progetto che vi vede come in House of Books lavorare insieme?
C-Io E Daze in certi momenti siamo originali e modernissimi frullatori di idee. Vivendo lontane spesso parliamo in chat. Questa idea è nata così. Ovviamente da parte mia c'è molta ammirazione per la sua fotografia.
D-Da chattate notturne e dalla voglia di fare qualcosa insieme.
Randagi 6 di ☆Oopsy★Daze☆   8830_1241788334443_1521372060_650160_4642720_n
4-Appuntamenti Randagi per favole metropolitane è un piccolo e colorato Tour. Al momento avete organizzato due tappe, una a Torino ed una a Milano. Ce ne saranno altre?
C-Forse si, forse no. Chi lo sa. Al momento ho fifa tremenda per queste due tappe.
D-Non ne abbiamo idea. Al momento, vediamo come vanno queste due.
5-Nel romanzo si affrontano diversi temi importanti, quello della diversità, dello smarrimento, della vita su strada. Che cosa è per voi la diversità. Vi siete mai sentite delle diverse?
C-La diversità è spesso la possibilità di essere se stessi, autentici con l'immagine profonda che oguno di noi ha di se. Altre volte la diversità è una barriera mentale e sociale che costruisce muri invalicabili. Dalla diversità può nascere la creazione, l'essere speciale, ma anche la solitudine e il pregiudizio. Se mi sento "diversa"? continuamente e da molto molto tempo. Nelle circostanze più comuni spesso mi trovo a disagio, nonostante mascheri il tutto con smalianti sorrisi. La scrittura mi ha offerto la possibilità di giocare con me stessa e conoscermi. Non mi pongo domande, ora so chi sono io, è quello che vive in me è la mia più grande forza. Mi addormento dentro gusci di noce, piccoli ma indistruttibili, in grado di condurmi in salvo navigando nell'oceano d'asfalto. La diversità, nel mio caso, è pura libertà.
D-Mi sento diversa ogni giorno, un po' solo in mezzo alla massa. A volte spaventa ma è sempre un incentivo per tirare avanti nel migliore dei modi possibili.
6-Carlotta come descriveresti Nina la protagonista del romanzo e Daze come descriverebbe la ragazza in nero delle foto?
C-Angelina, detta Nina, ha difficoltà a comunicare con la sua famiglia e decide di scappare di casa. E' una ragazza incosciente, più che coraggiosa. In grado di stupirsi e scoprire un nuovo mondo, fiabesco e lurido, senza pregiudizi. Si confonde con esso, pur non facendone parte inizialmente. Sogna l'amore, come tutti, e quando lo trova si affida totalmente a questo sentimento. Cresce, scoprirà in lei forza e determinazione.
Da piccola si convinse di essere una sirena, in questo modo, ovvero vivendo la vita come una favola per quanto dura, trovò una spiegazione alla sua malattia e nello stesso modo, anni dopo, continuerà a vivere.
D-Non sa cosa sta cercando e non sa nemmeno dove cominciare a cercarlo.
7-Entrambe sono accompagnate da un misterioso ragazzo unicorno. Ci dite qualcosa di più sul loro amore. Se è amore.
C-E' amore. Un amore reale e non stuccevole. Un amore che riesce a tirare fuori il meglio di se. Un rifugio, per entrambi.
D-In realtà, potrebbe essere amore ma anche no. L'unicorno la segue e l'indirizza. Insieme percorrono un percorso, a volte nemmeno di vedono fra loro.
8-Carlotta che cosa rappresenta per la te la scrittura? Daze per te cosa significa scattare foto? Entrambe immortalate un momento, è suggestivo non trovate?
C-La scrittura nasce da una suggestione. Per me è una passione. Un gioco impegnativo e divertente, un modo di comunicare. Silvia Plath, poetessa che adoro, scrisse "...La scrittura prova delle emozioni per dare intensità alla vita: offri di più, indaghi, chiedi, guardi, impari e modelli: ottieni di più: mostri, risposte, colore, forma e sapere. ..". Come potrei non condividere il suo pensiero?
D-Fotografare è un modo per ricordare. Catturi il momento o catturi il sogno che ti è rimasto appiccicato addosso fino al mattino.
9-Dove possiamo trovare il romanzo e dove possiamo acquistare le immagini?
C-Il romanzo è acquistabile in tutte le librerie, se non lo trovate ordinatelo dal vostro libraio di fiducia. La distribuzione è ottima, in 24 ore sarà nelle vostre mani. A partire dal 26 novembre.
D-Per le immagini è in progetto un negozio su Etsy ma al momento basta contattarmi privatamente.
I RANDAGI A TORINO  I RANDAGI A MILANO











postato da: minia80 alle ore 11:39 | Link | commenti (1)
categoria:varie, libri, fotografi, creativity, esclusive, scrittori in luce
venerdì, 06 novembre 2009

UnduetreStella Laboratorio Di Carta

UnduetreStella è una rivista-laboratorio che raccoglie e pubblica testi e illustrazioni su un tema ogni volta diverso creando preziose monografie ispirate ai topos delle fiabe di tutti i tempi.
UnduetreStella è uno spazio dove sperimentare nuove forme di comunicazione, dove osare inedite soluzioni narrative e visive muovendosi liberamente fra immagini e parole, grafica e design; un luogo d’incontro tra scrittori e illustratori che di volta danno vita alla rivista con opere inedite e originali.
UnduetreStella nasce dalla volontà di dare voce a tanti artisti contemporanei che si interessano di editoria per l’infanzia, con l’intento di creare un circuito di appassionati e addetti ai lavori capaci di fornire nuove chiavi di lettura per accedere alle storie di ieri e di oggi.
Sfogliando la rivista si scoprono colori, parole, personaggi, rime e filastrocche; la pesantezza della carta si sente tra le dita, densa, piena; ogni foglio è un’opera.
Il formato è gigante per offrire tutto lo spazio che la creatività e la libera espressione esigono, perché UnduetreStella è dedicato a chi non ha paura della pagina bianca.

Ogni tre mesi pubblichiamo un nuovo numero di UnduetreStella con tema nuovo, ma che ha un sapore antico. Ad ogni uscita facciamo un passo indietro ed uno in avanti, cerchiamo nel repertorio del passato nuove chiavi di lettura e nuovi strumenti per accedere alle storie di sempre. Il lupo, l’impavido cavaliere, l’uomo nero, e poi il bosco, il fondo del mare, l’incantamento e il sortilegio, il viaggio in una terra straniera, il sogno… quanti numeri ci aspettano!

PROSSIMO TEMA: “SOTTO MENTITE SPOGLIE” Un viandante vi ha dato un consiglio molto utile? Una vecchia donna che fila attrae la vostra curiosità? Un poverello vi ha chiesto di mostrarvi gentile e caritatevole?

Non avete mai sospettato che chi si presenta in un modo nasconda in realtà un’altra identità?
Guardatevi intorno, forse c’è un principe che si aggira in incognito, a testare la bontà dei suoi sudditi, o una maga si è travestita per compiere il suo rito, o magari qualcuno sta cercando di ingannarvi… occhio ai particolari, quindi, se vedete spuntare dei peli sospetti dalle orecchie della nonna, probabilmente qualcuno si sta celando… sotto mentite spoglie!

SITO.

postato da: minia80 alle ore 11:15 | Link | commenti
categoria:varie, laboratorio
giovedì, 05 novembre 2009

thumbnail2Federica, iniziamo con una domanda di rito: chi è Federica D’Ascani, come si è avvicinata alla scrittura e perché, fino adesso, ha scelto di scrivere horror?

 

Chi è Federica D'Ascani? Eh, a saperlo risponderei volentieri! Vado per tentativi, sperando di riuscire ad essere il più esauriente possibile. Federica è una persona instabile, pazzoide e dotata di una fervida immaginazione che, a volte, compromette le sue percezioni reali. Uhm, no... Così sto stilando il profilo di un serial killer e credo non vada molto bene (troppo Criminal Mind con una spruzzata di Senza Traccia, temo) Ricomincio... Federica è una dolce ragazza dal sorriso ampio, dalla spiccata dialettica e, a tratti, molto estroversa. Oddio, così sembro Candy Candy. Va bene, mi arrendo... Diciamo che Federica è una persona normale fino a un certo punto, con miliardi di interessi che spaziano dalla lettura alla scultura, che ama l'horror in ogni sua sfaccettatura e per il quale sente un amore / odio molto pronunciato. Tu mi chiedi: come mai hai scelto di scrivere horror? Forse è l'unico genere che mi riesce sorprendentemente spontaneo. Ho sempre avuto, per natura, la perversa abitudine di immaginare il male in ogni situazione, portando all'estremo la possibilità di qualche finale truculento. Anche quando vedo, semplicemente, Bambi con Tippete (coniglio che odio, per giunta) Però sono meglio di come vengo descritta, o, per lo meno, mi piace pensarla così. Credo di sfociare in una seduta di psicoanalisi se continuo, quindi... Accontentati di questa risposta!

Ci sono molte sfumature del genere horror. Vuoi dirci che cosa significa per te “horror” e quale genere di horror scrivi?

 

Horror, questo sconosciuto... Si, effettivamente di sfumature appartenenti al genere ce ne sono a iosa. Basti pensare che adesso ti fanno passare per horror anche la saga di Twilight! Però per me horror significa paura, tensione, angoscia, tremore, passione. C'è chi si esalta leggendo di sangue scorrere a fiumi o di cervelli spappolati, chi invece trema per un paio di canini un pochino più affilati. Per quanto mi riguarda tutto ciò che incute timore dopo la lettura è horror. Se leggi, o vedi un film (ovvio) e il tutto si ripropone come una peperonata la notte, creando suggestioni in grado di non farti chiudere horror... Beh, per me si è centrato il punto. E io seguo questa linea, o almeno cerco di farlo, scrivendo. Tendo a voler far pensare, riflettere, scrutare nell'animo umano per far rendere conto al lettore che la paura più grande è rappresentata dall'uomo stesso. Tutti i mostri creati, a mio parere, non sono altro che il riflesso di anime disturbate, violente, cattive, deviate e chi più ne ha più ne metta. Insomma l'horror è dentro ognuno di noi, se soltanto gli si consente di essere sfogato. Bisogna essere geni del male per farlo, ma la natura ce lo insegna. L'uomo è l'unico essere animale che sfrutta la propria intelligenza per nuocere al prossimo. Traete le vostre conclusioni in merito, quindi.

Quali sono gli autori che consideri i tuoi maestri? E i libri che ti hanno maggiormente influenzata?

 

Di autori se ne potrebbero elencare a centinaia (ne avrò letti neanche un terzo tra tutti, ma fa nulla!) Sicuramente, comunque, il mio mito personale rimane Stephen King. Questo è solo per un piccolo dettaglio: ha scritto quel grande capolavoro che è IT. Volevate sapere qual era il libro che maggiormente mi ha influenzata? Beh, quello appena citato. L'unica storia in grado di tenermi veramente in tensione, di incutermi terrore e di farmi odiare a morte i clown. Basti pensare che ero costretta a lasciare il libro in cucina prima di andare a dormire! Avrò letto del pagliaccio sadico almeno sette volte, e stiamo parlando di 1400 pagine circa. Pazza? No, solo affascinata. Altra autrice di horror è Anne Rice, che stimo per motivi differenti. Chi altri riuscirebbe a tirar fuori una storia come quella dell'intervista col vampiro? Andiamo, questo è genio allo stato puro! Ma, non per questo voglio sembrare esterofila a ogni costo. Di Italiani in grado di scrivere cose veramente interessanti ce ne sono, il peccato è che non siano conosciuti come si dovrebbe. Penso a una Kristle Reed, penso a una Gervasone... Ragazzi, di scrittori horror ce ne sarebbero veramente tanti: bisogna sfondare il muro del pregiudizio e cercare tra gli esordienti (ce ne sono di talentuosi, credetemi!)

 

thumbnailDacon. Il Delirio del Male. Il tuo romanzo d’esordio. Vuoi raccontarci qualcosa di questo horror di ambientazione italiana?

Parliamo di Dacon? Il mio diavolaccio? Perché no... Non chiedetemi come sono arrivata alla stesura del mio primo romanzo, però, perché non saprei proprio come rispondere. Il fatto è che mi sono ritrovata nel mio ufficio con un computer davanti agli occhi e una tastiera sotto le mani. Una frase mi galleggiava nella testa e l'ho scritta. Da lì è cominciato tutto e, se devo dirla tutta, è stata semplicemente la storia a impadronirsi di me. Non facevo altro che pensare alle varie sfaccettature alle quali avrei potuto dar vita. La sera, nel letto, invece di ripensare agli avvenimenti della giornata, avevo nella testa Nico che sfuggiva al diavolo, Padre Giuseppe alle prese con il suo esorcismo medioevale... Insomma, mi ha completamente presa e finché non ho messo l'ultimo punto e la parola fine non mi sono data pace! Per quanto riguarda il genere, beh... Posso solo dire che sono sempre stata affascinata dall'influenza del male, dal modo in cui possa tentare in maniera assoluta l'uomo. Scrissi la tesina per i miei esami di maturità intitolata “Il patto con il Diavolo” e questo è tutto dire! C'è una sorta di amore e terrore nella mia ricerca nell'esoterismo. Tanto ho paura di questi argomenti, più ne scruto i segreti. C'è chi dice che sia per esorcizzare le mie paure... Io dico solo che è tanta curiosità. E poi ci sono svariate figure storiche che hanno avuto a che fare, chi per un motivo chi per un altro, col maligno ed è impossibile non rimanere affascinati e chiedersi se è tutta una coincidenza o se ci sia veramente qualcuno dietro che tiri le fila delle azioni violente nel mondo. Io amo la storia e quindi... è tutto un circolo vizioso, nel mio caso!

 Un romanzo che parla del Male, ma il cui tema principale è il libero arbitrio. Come mai questa scelta? Che cosa rappresenta per te Dacon?

 

Dacon è il diavolo che tentò Gesù, Dacon è colui che ha spinto la mente perversa di Hitler verso la devastazione della seconda guerra mondiale, Dacon è il male possibile. Ma... Sarebbe troppo semplice, per l'uomo, ridurre lo schifo che c'è nel mondo a un essere al di sopra delle parti. Il diavolo, o il male, può tentare l'anima umana, ma non costringerla ad azioni deplorevoli. E' qui che entra in ballo il libero arbitrio. Nel mio libro c'è un passo in cui Dacon stesso ammette che l'uomo, a volte, riesce ad essere più crudele di lui. Ed è vero, a mio avviso. Come ho già detto in precedenza, l'uomo è l'unico animale pensante in grado di sfruttare la propria intelligenza ai danni del prossimo, e venitemi a dire il contrario! Non è il diavolo che uccide, non è lui che guerreggia a destra e sinistra, non è lui che prepara armi di distruzione. E' l'uomo, che comunque ha sempre la possibilità di decidere da quale parte schierarsi. Fare la cosa giusta. Questo è ciò che ho cercato di comunicare al lettore comune. Non è pessimismo cosmico, il mio. Credo di essere, al contrario, realista e, in fondo in fondo, ognuno di noi è cosciente del proprio livello di cattiveria. C'è semplicemente la differenza che ci sono persone che decidono di assopire la propria malvagia e persone che, al contrario, desiderano assecondarla.

 

Ma recentemente è uscita anche una raccolta di racconti, Astri di paura, sempre per 0111 edizioni. Scrivere un romanzo e scrivere racconti richiede un approccio diverso. Vuoi raccontarci com’è nata l’idea della raccolta e in che modo hai affrontato la stesura dei vari racconti?

 

Dico la verità: io prima di Dacon non avevo mai scritto nulla. E quando dico nulla prendetemi sul serio! Quindi, nel momento in cui terminai la prima stesura del romanzo (che ora chiamo tale, ma sempre con molta umiltà) cominciai a girovagare per forum di scrittori e blog. Durante la mia ricerca sono incappata nel sito de “La Penna Blu”, una casa editrice nata da poco ma con molte prospettive nel cappello. Sono entrata nel forum e ho cominciato a partecipare alle varie “palestre mensili” che venivano proposte dai veterani. Così ho preso a scribacchiare racconti di genere. Il passo, poi, è stato semplice. E devo dire che, per quanto mi riguarda, scrivere racconti è molto più facile. Quindi, inizialmente, non avevo preso sul serio le storie che “partorivo”. Solo in un secondo momento hanno cominciato a ronzarmi in maniera forte nella testa, tanto da convincermi a riprendere in mano i miei appunti, sistemarli e dare il via a una piccola antologia di “incubi”. Ecco, incubi è la parola adatta. La maggior parte delle novelle raccolte in Astri è basata su incubi realmente fatti dalla sottoscritta. E credetemi, non è stupendo svegliarsi in piena notte avendo vissuto parte di quelle scene! Ma, invece di rintanarmi sotto le coperte a tremare come un bimbo, ho deciso di metterli su carta e rendere partecipe la gente della mia strana fantasia.

 

 Ce n’è uno che preferisci?

 

Devo dire che amo quasi tutto di Astri, ma alcuni dei racconti sono rimasti nella mia testa in maniera indissolubile. Il Clochard, La Casa dei Picche e Presa! Sono le storie che ho coccolato molto più delle altre. Questo solo perché mi piacciono di più, non perché abbia qualche legame speciale con loro.

Adesso che ci hai messo paura dobbiamo per forza tenerti d’occhio. Quindi: progetti per il futuro? Per poterti seguire ai qualche link da segnalarci?

 

Attualmente sto lavorando a una cosa molto particolare a cui tengo molto. A differenza di Dacon, questo è un romanzo ragionato, studiato nei dettagli e abbastanza difficile. Una sorta di fantasy inusuale. Non posso dire moltissimo perché ho paura di come andrà a finire, ma anticipo solo che saranno tre storie in una, con parti in prosa e parti in rima baciata. Il canto di un menestrello... Ecco, ho detto troppo!

Vi lascio con il mio blog, unica vera fonte di notizie sul mio conto .Chi vuole può anche cercarmi su Facebook... Sto sempre là! E adesso... Vi saluto, ragazzi e grazie dell'interesse che avete dimostrato nei miei confronti.

Ciao ciao!

 

Grazie

postato da: FraAngel82 alle ore 07:55 | Link | commenti
categoria:libri, scrittori in luce, esordienti nellacquario, intervista rubata
venerdì, 30 ottobre 2009
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postato da: minia80 alle ore 17:04 | Link | commenti (1)
categoria:varie, gatti
domenica, 25 ottobre 2009

nina1) Marta Casarini prendendo in prestito una citazione famosa come si autopresenta?

"Don't dream it, be it". E' la frase che Tim Curry, nei panni del dolce travestito Frank'n Furter, sussurra alla fine di uno dei miei film preferiti, "The Rocky Horror Picture Show".  "Non sognatelo, siatelo", è un po' la mia filosofia di vita: cerco sempre di realizzare e ottenere qualsiasi cosa desideri, senza fermarmi a sognare, senza aspettare che l'opportunità mi cada sulla testa. Secondo me, è anche una frase che invita a vivere pienamente la propria condizione, anche se bizzarra o socialmente inaccettabile. Sii ciò che vuoi, assomiglia a te stesso!


2)Come e quando hai iniziato a scrivere Nina Nihl giù per terra.  
Tutto è cominciato dalla mia fissazione per i pavimenti e dalla passione per il saggio "La poetica dello spazio" di Bachelard. Questo filosofo francese è un gran drittone: è convinto che ogni parte della casa rispecchi parte del corpo e della psiche umani. Mi è venuta voglia di raccontare la storia di una ragazza confusa, che trovasse uno specchio e un metro di confronto negli oggetti, nei pavimenti e nei soffitti, e ho cominciato a scriverla proprio sdraiata, su un letto, a casa del mio ragazzo. A stretto contatto con un lenzuolo e un cuscino troppo morbido, per finirla in piedi, qualche mese dopo, davanti a un MocioVileda. 

3)Ci descriveresti una giornata tipica di Nina Nihil e una di Marta?
Nina si sveglia presto per badare la Cagona.
Per sei ore cambia pannolini, prepara pappe e pulisce bave, poi incontra le sue amiche o va a trovare Mela.
Quando è di buonumore prende la macchina, mette su un cd e canta a squarciagola assieme a Tina Turner, fendendo la tangenziale come una pallina il flipper.
Va a letto tardi la sera, perché passa un sacco di tempo a rimuginare.
Marta si sveglia prestissimo e svolge tutta una serie di attività che a Nina farebbero schifo.
Pulisce la casa, prepara torte e si guadagna il lievito quotidiano traducendo articoli, dando ripetizioni d'inglese e segretariando per un'associazione musicale. 
Quando è di buonumore va in giro per i mercatini alimentari di Bologna, annusando frutta e spezie come un aspirapolvere il tappeto.
Va a letto presto la sera, perchè sa che il giorno dopo tutto ricomincia.

4)Dopo aver letto il tuo libro mi sono sdraia a terra, domandandomi  come mi vedessero gli oggetti intorno a me. Ridevo da sola ripensando all'esilarante dialogo che Nina Nihl all'inizio del romanzo intrattiene con il lampadario. Per chi non l'ha ancora letto ti va di spiegare di cosa stiamo parlando?
Nina si trova stesa sul pavimento a casa della Cagona: è stanca morta dopo averla badata, e come al solito si sfoga parlando con gli oggetti, in questo caso l'orrendo lampadario che troneggia al centro del soffitto. Quel lampadario esiste davvero, è di plastica rosa e l'ho sempre trovato fuori luogo accostato all'arredamento sobrio ed elegante del salotto che lo ospita: mi sembrava divertente aprire il libro con un confronto tra Nina, che si trova sempre brutta e inadeguata, e un oggetto che secondo lei ha le stesse caratteristiche.
Ne è venuto fuori un dialogo fatto di reciproche critiche e accuse, nonché una dissertazione sulla purezza dei soffitti e la promiscuità dei pavimenti. Lo so, dovrei cominciare a vedere un bravo psicologo!

5)...e Mela chi è?
Mela è una ragazzina di undici anni alla quale Nina fa compagnia ogni giovedì, prima che la madre iperprotettiva torni dal lavoro.
E' curiosa, vivace, piena di idee ancora non corrotte dalle paturnie dell'adolescenza, e ascolta volentieri le piccole storie di quotidianità che Nina le racconta. La sua energia, il suo amore per la vita sono un sollievo per la depressione latente di Nina, che ama andarla a trovare e rendersi utile preparandole da mangiare, giocando con lei e, perché no, provando a spiegarle cosa dovrà affrontare di lì a poco, mestruazioni e pessimi baciatori compresi.
 
6) E se fosse il tuo Pc a parlare cosa racconterebbe di te come scrittrice?
Il mio povero Toshiba mi pregherebbe di smetterla di riempirlo di briciole, visto che quando scrivo sbocconcello quantità industriali di taralli, fette di torta e fette biscottate, e se possibile, se potessi evitare di usare parole con la "a", perché ormai il tastino è tutto consumato!

7)Secondo te in che modo si può guardare il mondo mantenendo lo stesso sguardo dei bambini? Conosci un segreto?
Non penso che i bambini siano esseri puri, innocenti e privi di pregiudizi. Anzi, quelli con cui ho avuto a che fare avevano una personalità e idee ben definite, spesso crudeli, e una capacità di analisi sorprendente. Forse è proprio questo che li rende speciali, e questo che dovremmo imparare da loro: a mantenere uno spirito di osservazione libero dalle imposizioni e dai filtri che ci vengono imposti dalla società e dalle convenzioni del quieto vivere. Dire quello che si pensa davvero, senza ipocrisie, è una di quelle cose che i bambini fanno sempre e che agli adulti non sono concesse, così come gioire delle inezie, piangere per uno sgambetto e, in generale, mostrare senza remore le proprie emozioni e debolezze. Il segreto forse è semplicemente esprimersi, attività naturale per i bambini, e che richiede invece un grande sforzo e coraggio da parte degli adulti.

8)La creazione di un personaggio vive spesso di suggestioni ed ispirazioni. Quali sono le tue?
Io sono pazza. E come tutti i pazzi veri, se guardo una scarpa non vedo una scarpa. Vedo un mondo intero, una nave, un dolce, uno strumento musicale con le stringhe al posto delle corde. Il problema (o la fortuna, ancora non lo so), è che questo mi succede con tutte le cose: vedo facce nei divani, cavalli nei sedili dell'autobus, gufi nelle rughe. E come se la pazzia non bastasse, sono anche schiava delle mie passioni: adoro mangiare, ascoltare musica, provo un gusto indicibile per i giochi di parole, e tutto questo (passioni e follia) mi spinge a inventare continuamente storie e situazioni. E anche a continuare a vivere.

9)Che cos'è per te la bellezza, cosa la differenzia dalla mera esteriorità?
La bellezza racconta, l'esteriorità non dice niente, è muta.
Il bello per me sta nell'individualità: mi piacciono le facce intense, i nasoni, le tettine piccole e quelle enormi, i libri assurdi e rivoluzionari come quelli di Céline e Rossana Campo, trovo che sia bello il personale, il vero, i quadri di Mirò che non stanno ad ascoltare nessuna legge fisica e spaziale. Il brutto è il prodotto in serie, i lineamenti livellati secondo standard innaturali, i libri che sembrano scritti con il metro dell'Ikea, e mi sembra che ora un cellophane universale stia ricoprendo tutto del suo gusto sciapo, conservando persone e idee in un contenitore asettico. Questo mi fa paura, perché di questo passo, a forza di incoraggiare l'omologazione, non ci sarà più bellezza, ma solo esteriorità. Non più storie, ma una lunga serie di immagini mute, e senz'anima.

10)Nina Nighl è stato pubblicato dalla giovane casa editrice  Voras edizioni. Ci racconteresti qualche aneddoto della vostra collaborazione?
E' appena passata la mezzanotte di una calda notte di luglio. Ho due occhiaie che sembrano un paio di copertoni Firestone, sto bevendo un bicchierone di té freddo (non ricordo di che marca, sicuramente non Belté. Il Belté sa di patina di latte andato a male), e sto chattando da ore con un tizio che cerco d'intortarmi da mesi. A un certo punto, ricevo il messaggio di posta in arrivo.
Controllo. Era l'email di Max, quello che sarebbe diventato il mio "talent scout". Diceva: "Ciao Marta, sono un affezionato lettore del tuo blog, un mio amico sta mettendo su una casa editrice e mi ha chiesto di segnarlargli qualche bravo scrittore. Ho subito pensato a te, dovresti scrivere un racconto per un'antologia e poi magari anche un romanzo, che ne dici, ci stai?"
Ti dico solo che la mia camicia da notte da allora non è più stata la stessa: sfoggia ancora un'indelebile macchiona di tè freddo. Chiamai subito Max, urlando dalla gioia e rispondendo, svegliando tutto il vicinato, che era un sogno che si avverava. Lui disse che ne era felice, ma che magari la prossima volta avrei potuto aspettare le dieci del mattino, per chiamarlo...

11)Un piccolo sogno da condividere con noi?
Vorrei che un giorno la ragazza alla quale mi sono ispirata per il personaggio di Mela mi chiamasse e mi dicesse che leggendo il libro ha pianto. Però di felicità.

 
postato da: minia80 alle ore 18:25 | Link |
categoria:esordienti nellacquario
domenica, 25 ottobre 2009

 

The_Boss_by_333bracket

Il libro che Io (Violente) insieme ad un amico di Minia (anche lui ha quattro zampe ed è felino) vi cosiglio:

D’accordo, diciamolo subito: in questo libro ci sono cani e gatti che si comportano e parlano come gli esseri umani… o quasi. Amate i cani? Avrete il vostro eroe. Amate i gatti? Idem. In ogni caso, provate a leggere qualche pagina e vi troverete proiettati in un romanzo divertente, intelligente, pieno di sorprese, raffinato: un piccolo capolavoro di fantasia e arte narrativa. E quando avrete fatto la conoscenza di Crusher MacNash, il detective più impavido e scomodo della Squadra Scannamenti, e di Cassius Lap, il miglior agente del Feline Bureau of Investigation, non potrete fare altro che seguirli fino alla fine della loro indagine. Perché nel mondo degli Ingrattabili si parla, si ama, si insegue, si sogna, si trama, si uccide… proprio come nel nostro.

MIAOOOO

postato da: minia80 alle ore 13:44 | Link |
categoria:gatti
mercoledì, 21 ottobre 2009
Foks long in Grey

Sciarpa. QUI

Fox Hat

Cappelino per bambini. QUI

Fox,  Felt  Mask

Maschera di feltro. QUI

Fake Won't Kill - BLACK EDITION

Maglia con stampa. QUI
postato da: minia80 alle ore 14:09 | Link |
categoria:creativity
mercoledì, 21 ottobre 2009

runde_taarn_-_la_citta_proibitaAlessandro Tulli, un autore non proprio al suo esordio. Vuoi presentarti ai nostri lettori?
Ho 28 anni, sono di Reggio Emilia e scrivo a tempo perso. Leggo abbastanza, un po' di tutto, anche perché lo stesso genere alla lunga mi stanca. Forse si riflette anche in quel che scrivo, con scene da commedia nel mezzo di momenti drammatici o situazioni horror che fanno sorridere. Non riesco ad essere costante lungo l'intero arco narrativo, mi annoia. Chissà se è un difetto o un pregio, immagino entrambi.

Vorresti raccontarci come ti sei avvicinato al genere fantasy, quali sono i modelli cui ti ispiri, quali i tuoi romanzi e autori preferiti?
Da giovane ho giocato molto ai giochi di ruolo, soprattutto quelli con ambientazione fantasy (D&D su tutti), però il fantasy non è mai stato il mio genere preferito. Dovessi citare un autore, direi Howard: le sue ambientazioni rozze e violente, i suoi personaggi, il suo concetto di magia malvagia, oscura, pericolosa. Tuttavia preferisco altri generi, su tutti il noir e nello specifico James Ellroy. Però il mio autore preferito è certamente Lovecraft, in tutte le sue fasi ed evoluzioni. Un genio, uno scrittore con un'inventiva incredibile, visionario, come piace a me. Quando lessi la prima volta Nyarlathotep, tre paginette, rimasi di stucco: una simile atmosfera non l'ho mai più ritrovata in nessuno scritto.

Come dicevano, La Città Proibita non è il tuo primo romanzo. Ti andrebbe di presentarci Viaggio verso il mondo di Karash?
Chiunque scriva, ha un primo testo, un testo a cui si è affezionati anche se si sa perfettamente che è mediocre. In Viaggio verso il mondo di Karash è questo: intreccio classico, ambientazione fantasy generica, stile mediocre. La prima volta che scrivevo, faticherei a consigliarlo, anche se i personaggi mi piacciono, sono molto legato a Nizam, il protagonista. Fondamentalmente parla di un mezzo-demone che si trova a fronteggiare un demone antico, in grado di manipolare a piacere i sogni delle persone. Troverà alleati e proverà a fermarlo. Questo libro è la prima parte della storia, si ferma esattamente a metà, così pubblicato perché sarebbe stato troppo lungo come romanzo unico. Il titolo dell'intera opera è Il Signore dei Sogni, magari un giorno lo sistemerò e lo pubblicherò come un testo unico. Chissà. Anche perché la seconda parte è alquanto bizzarra, un paio di capitoli farebbero pensare “ma chi diavolo scriverebbe una cosa del genere”. Solo è un tipo di fantasy con molta magia, un fantasy che non sento più mio.

La Città Proibita: com’è nata l’idea della storia e dell’ambientazione?
Non amo molto il fantasy luccicante, con magie comuni quanto i panettoni a Natale e spade magiche in vendita su ogni bancarella. Volevo un'ambientazione più realistica, in cui l'elemento fantastico fosse l'eccezione, colpisse perché "cavolo, ma elfi e nani non esistono!". Infatti la prima parte assomiglia ad un romanzo d'avventura, solo da metà subentra il fantasy. Fantasy che mi serve perché dà la possibilità di inventare, di creare situazioni irreali, divertenti o cupe, ma comunque non comuni.
L'idea di fondo è proprio questa: un'avventura fantastica, a cui nessuno crederebbe, con un protagonista inatteso, apparentemente inadatto. Uno che faccia pensare “sì, vabbé, se c'è riuscito lui, posso riuscirci anch'io!”. È cosi? Non so, non ho mai sfidato un troll, ma ho idea che mi farebbe a pezzi.

Caril/Hakil. Un protagonista sopra le righe, un’affascinante furfante. Raccontaci qualcosa di più di questo personaggio?
Caril nasce come guerriero e diventa ladro dopo circa cinque minuti, appena mi resi conto che non avevo voglia di avere un protagonista in grado di combattere. La storia non si adattava ad un guerriero, erano già presenti. Serviva qualcuno di scaltro, con una buona parlantina. Un tipo un po' bizzarro, con idee particolari per una società simil-medioevale, ancorata alla religione e ai valori cavallereschi. Uno fuori posto, come dice subito.
Il suo carattere è venuto da solo, io stesso sono ironico, non è stato difficile immedesimarsi. E in quanto ladro, è un protagonista abbastanza “alla mano”, in grado di cavarsela in ogni situazione: non ha una sola faccia, non è un guerriero che più in là della sua spada non va. È furbo, si diverte a mentire, discretamente coraggioso, certamente dalla mentalità elastica.

Il romanzo è scritto in prima persona e questo rende molto accattivanti le battute del brillante protagonista. Come mai la scelta della prima persona? Quali sono state le difficoltà nello scrivere questo romanzo e quali accorgimenti ai usato per mantenere sempre uno stile così frizzante e incisivo?
Normalmente si scrive in terza persona, io stesso scrivo sempre in terza. Però ogni tanto cambiare fa bene, sperimentare non ha mai ucciso nessuno (a meno che non siano esperimenti pericolosi, ma non è questo il caso). La prima persona è diretta, immediata, coinvolge, ti fa sentire nei panni di chi scrive. Forse è semplicemente un trucco per mantenere alto l'interesse, forse è un modo per divertirsi scrivendo.
Il romanzo ha avuto una piccola evoluzione come struttura. Sapevo la storia, i personaggi, dove andare a parare, però volevo rendere interessante, diverso il libro. Come fare? Avevo pensato subito ad una narrazione basata su diari, lettere e scritti vari, stile Dracula di Bram Stoker. Mi piace il genere, però mi piace ancora di più scrivere dialoghi (forse sono uno sceneggiatore cinematografico mancato), quindi ho mediato tra la terza persona e l'idea iniziale. Risultato: prima persona. Il resto viene da sé, da un protagonista che è poco eroe, ma simpatico e ironico. Lo stile rispecchia Caril, il suo modo di vivere e pensare. Se il protagonista fosse stato un guerriero rozzo e ignorante, uno stile simile sarebbe stato fuori luogo. Così credo si adatti molto bene alla storia.
La difficoltà è la stessa di scrivere in terza, basta immedesimarsi con il protagonista e non appesantire la narrazione con descrizioni lunghissime o monologhi noiosi. Caril si ritrova in un'avventura per caso, accade tutto all'improvviso, velocemente, e velocemente gli eventi si susseguono. È bastato assecondarli e tenere un ritmo sostenuto, anche sacrificando dialoghi magari più articolati, che, tuttavia, avrebbero spezzato la narrazione.
Naturalmente il mio è un parere da dilettante, che si basa su un unico testo (questo).

Domanda di rito: progetti per il futuro?
Sto scrivendo un romanzo che non so se definire un'avventura, un giallo o un fantasy. Ci sono le palme, i misteri e gente che si decapita a vicenda. Chissà cosa salterà fuori. Spero sia qualcosa di particolare, fuori dagli schemi.

Se volessimo continuare a seguirti, dove potremmo trovare informazioni sui tuoi romanzi in rete?
Non c'è la domanda di riserva? Dunque, è un bel po' che mi dico: apro un blog, un sito, qualcosa, ma ogni volta non lo faccio. Sarà ora di rimediare. Quindi, per ora, la risposta è gsono un spettro, forse un giorno tornerò tra i vivih.

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categoria:scrittori in luce, esordienti nellacquario
mercoledì, 21 ottobre 2009
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Neraluna è una ditta individuale di Elena Vanin, ed è nata nel gennaio 2003 in conseguenza del desiderio di trasformare in un lavoro alcuni elementi importanti della vita della sua fondatrice:
- l'amore per il fantasy (come genere letterario), con i suoi simboli e i suoi valori
- l'urgenza di manipolare e trasformare dei materiali per "fare cose"
- il desiderio di esprimere quello che si ha dentro

I prodotti di Neraluna sono un misto di ricerca, inventiva e artigianato. Rappresentano la forma tangibile della storia, dei pensieri e dei sentimenti di chi li crea.
L'immaginario a cui si ispirano è basato sul fantasy letterario e cinematografico, su miti e leggende, su elementi di storia antica e medievale, e su simboli provenienti da diverse tradizioni.

Serie NewLine: orecchie da elfo lunghe  Serie NewLine: orecchie da elfo extra-lunghe 

Neraluna é più di un semplice "lavoro": rappresenta la volontà di mettere le proprie passioni al centro della vita, trasformandole in scelte concrete e in risultati tangibili, per poter vivere di questo. Per Neraluna la fantasia non é un modo per fuggire dalla realtà, ma al contrario, essa rappresenta un modo per leggere ed interpretare il mondo, per arricchirlo di simboli e di valori che possono trasformare il vivere quotidiano in un percorso di realizzazione e miglioramento.

SITO.

postato da: minia80 alle ore 11:08 | Link |
categoria:creativity
mercoledì, 07 ottobre 2009

Jerrica Benton ha ereditato dal padre Emmett Benton la "Starlight Music" una casa discografica rovinosamente in bolletta. Tuttavia fra i lasciti del padre c'è anche Synergy, un potentissimo computer dotato di personalità umana, che dona a Jerrica la possibilità di trasformarsi in Jem. Jem si può avvalere della collaborazione del gruppo delle Holograms, composto dalla sorella Kimber Benton (tastierista), e dalle sue amiche Aja Leith (chitarrista) e Shana Elmsford (batterista e bassista). Jem e le Holograms ottengono un successo tale da riuscire coi proventi a sostenere anche la Starlight House, l'orfanotrofio di cui si occupava il padre di Jerrica.Tuttavia la doppia identità di Jerrica la mette in crisi col fidanzato, nonché tuttofare della Starlight, Rio Pacheco, che seppur innamorato di Jerrica, subisce anche la fascinazione della bellissima Jem. Inoltre Eric Raymond, ex-socio di Emmett, ha intenzione di mettere i bastoni fra le ruote a Jerrica, lanciando sul mercato le Misfits, gruppo rivale delle Holograms, formato da Phyllis "Pizzazz" Gabor (chitarra e voce), Roxanne "Roxy" Pellegrini (bassista) e Mary "Stormer" Phillips (tastierista)

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Curiosità:

Dal 2005, i fan di Jem di tutto il mondo si incontrano una volta l'anno. Bancarelle, cosplay, gare di karaoke, incontri con gli artisti della serie... Per chi non ci può andare di persona, questo sito accorcia le distanze. SITO

Avete una scarpa e non sapete a quale bambola o vestito appartiene? Krista ha uno dei siti più ricchi di informazioni su ogni micro-accessorio della linea di giocattoli.  SITO

Un paradiso dell’arte del custom, con la possibilità di ordinare le creazioni di Jemgirl o di imparare da lei come fare! SITO

Una stanza piena di Jem e qualche dritta per i collezionisti. SITO







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categoria:cartoons