Questo blog nasce da un'idea.Mettere in luci e far conoscere scrittori e scrittrici italiani. Con interviste, foto,segnalazioni.
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Nome: Minia-La Gatta Bianca
Sono una creatura di carta,una gatta bianca, che vive in Danimarca con i suoi padroni. Sono la Mistress di questo BLOG, che vuole essere un punto di incontro fra lettori,scrittori, artisti. Ma non solo,un luogo in cui poter conoscere editori e librai e creativi di ogni genere. Fotografi, stilisti, creatori di peluche e gioielli. Cosplay e....
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lunedì, 21 luglio 2008

Dimitri2[1]Francesco Dimitri è il mio nuovo eroe. Ha spalancato porte, finestre, botole segrete sia della mia anima che del mio appartamento, facendo entrare così l’Incanto.

Non so in che anno sia nato, ma forse è immortale e sta solcado la terra da secoli, così si spiega la sua abilità nel fotografare con inchiostro l’invisibile.

Ha pubblicati diversi romanzi e saggi. Pan edito Marsilio è il suo ultimo lavoro. Per ora. Questa intervista gustatevela per bene. Ringrazio Silver Dragon per la collaborazione nella stesura di alcune domande.

 

Se Pan volasse sopra i nostri letti e le sue parole dovessero raccontare Francesco Dimitri, cosa direbbe di te?

 

Spero che mi inviterebbe nel suo Corteo. Non ci andrei, ma l’invito mi solleticherebbe.

 

Qual è il tuo rapporto quotidiano con la scrittura; dove e quando scrivi?

 

Quotidiano’ è la parola giusta. Nel senso che, quando lavoro a un romanzo, ho una mentalità da artigiano: scrivo tutti i giorni alle stesse ore (e cioè, più o meno, dalle otto di mattina alle sette di sera, con una pausa pranzo in mezzo). Quanto al dove – m’interessa poco. Scrivendo altero la mia coscienza, e il luogo in cui mi trovo nella Carne ha poca importanza. Per dire, la terza stesura di Pan l’ho scritta in una zona malfamata di Londra mentre vivevo con degli inquilini… non precisamente ammodo.

 

Come racconteresti la tua storia di scrittore?

 

Con difficoltà. Ho scritto sia saggistica che narrativa, ho cambiato tre editori, e ho sempre avuto molta faccia tosta. Pubblicare Pan con Marsilio è stata una sorpresa – anche perché è un libro molto duro, e mi aspettavo di dover combattere per non cambiarlo. Invece ho avuto carta bianca sia in teoria che in pratica. Sono stato abbastanza fortunato – a volte avrei potuto esserlo di più, ma tutto sommato non ho di che lamentarmi. Chi dice che in Italia il talento non serve, per iniziare a pubblicare, mente. Però occhio, che chi dice che faccia tosta e conoscenze contano altrettanto, se non di più, ha ragione da vendere, ed è inutile girarci intorno. Immagino che da qualche parte ci sia uno scrittore geniale che non trova un editore solo perché è troppo timido e non conosce nessuno.  Ma bisogna insistere, e prima o poi le barriere si sfondano.

 

Come è nata l’idea di rivisitare il personaggio Pan?

 

Pan è un dio greco-romano che ha una storia molto interessante. Nell’antichità era un dio di serie B – poi, durante il romanticismo, fu recuperato da artisti e poeti, diventando simbolo della libertà più selvaggia, spettacolare e pericolosa. E James Hillman ha scritto su di lui un libro formidabile. Io credo che ci sia bisogno che Pan torni: stiamo perdendo molto di quanto lui rappresenta, nel bene e nel male. Quindi ha bussato alle porte della mia mente e io, anche se in modo guardingo, l’ho fatto entrare.

 

 

Tra il mito dell'innocenza infantile e i tuoi Bambini Perduti c'è un abisso. Cos'è l'infanzia per te?

 

Una cosa terribile. E per questo meravigliosa: come dico nel libro, non c’è niente di davvero bello che non sia anche pericoloso. I bambini sono crudeli, anarchici, spietati. Amano i loro genitori, e un attimo dopo vorrebbero ammazzarli. Possono prima spaventarsi a morte per una borsa nera, e poi mettere allegramente le mani dentro un tritacarne. Hanno una mente libera da preconcetti, e ancora non hanno l’idea di ‘realtà’ solida (e ingannatrice) che crescendo gli viene imposta. Il punto non è che da bambino credi che al buio ci siano mostri e che i draghi vadano uccisi. Da bambino lo sai.

 

Carne, Incanto, Sogno: questi sono i tre Aspetti di cui parli nel tuo romanzo. La Carne è il nostro mondo, fisico e limitato e il Sogno è il mondo che sfioriamo la notte, da dove gli dei ci guardano e sorridono. Ma l'Incanto è qualcosa di diverso, qualcosa che si ha da bambini e si perde per strada o qualcosa che si può riconquistare. Parlaci di questo Aspetto che con la crescita ci sfugge dalle dita.

 

Crescendo iniziamo a dare per scontate le cose. Uno scienziato positivista sarà sicuro che tenere una pietra d’ambra a contatto con la pelle non serva a smaltire una sbornia. Un new ager convinto ti dirà che invece serve eccome. Dal mio punto di vista sbagliano tutti e due: entrambi scelgono un mito, e poi dimenticano che ne esistono anche altri. Ecco, l’Incanto ci mette davanti le alternative, tutti i miti che ci sono oltre a quelli che ci siamo scelti. E’ la natura stessa della magia, nel senso più nobile della parola.

 

Dalla Londra vittoriana, Pan e Uncino trasferiscono il loro conflitto nella nostra Roma, fatta di periferie degradate e vie scintillanti come gioielli, turbando una città immobile da secoli. Cosa ha causato la scelta di questo campo di battaglia?

 

Prima dicevo che ho un approccio artigianale alla scrittura. Questa è metà della verità. L’altra metà è anche che ho anche un approccio assolutamente magico. Potrei dire che ho scelto Roma perché è una città che conosco, perchè so raccontarla, perché la amo. Ma queste sono giustificazioni a posteriori. Credo invece che sia Roma perché così doveva essere, perché, oggi, non è Londra ad aver bisogno di un nuovo inizio. Non sono io ad aver ambientato la storia a Roma, è Pan che è voluto tornare qui, per metterla a ferro e fuoco. Io amo Roma, ma è una città che ha smesso di vivere e sognare, gravata com’è da quel branco di imbecilli che si sono dati il compito di mandarla avanti, di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato per tutti noi. Sembra qualunquismo, me ne rendo conto, ma bisogna vivere qui per capire quanto è vero. Nei momenti peggiori mi dico che andrebbe rasa al suolo e ricostruita. Nei migliori, guardo il Tevere di notte e mi lascio andare al suo Incanto.

 

La tua Roma non è solo muta spettatrice, ma attraverso Michele, è parte attiva nel conflitto. Sono i suoi spiriti a scendere in battaglia, spiriti che per noi,legati alla Carne, sono a volte di difficile comprensione. Potresti aiutarci a comprenderne la natura?

 

Forse il modo migliore per capirla è leggere il libro: ci sono alcune cose che sono più facili da ‘raccontare’ che da ‘spiegare’. Comunque, l’idea di fondo è che ogni cosa possieda uno spirito – è l’idea di base dell’animismo (anche se è un po’ più complesso di così). Le nostre metropoli, così intense, così difficili, così piene di meraviglie, hanno generato spiriti nuovi: perché mai un laghetto di campagna dovrebbe avere i suoi spiriti e un parcheggio no? Per gli antichi erano naturali i laghetti, per noi i parcheggi lo sono altrettanto, se non di più. Dobbiamo accettare gli uni e gli altri: fanno entrambi parte dello strano mondo in cui viviamo. Entrambi ne costituiscono la Meraviglia.

 

Quali altre favole racconteresti ad un bambino per regalargli sogni non banali?

 

I Grimm, Afanas’ev e le Fiabe Italiane di Italo Calvino – ma in versione integrale, senza stupidi addolcimenti. Eviterei quel lezioso cortigiano di Perrault. E poi lo Hobbit, Harry Potter – in verità, qualsiasi cosa al bambino piaccia. Dev’essere lui a costruire i suoi sogni: è piccolo, non stupido. Pensa che mia madre mi leggeva l’Anello di Re Salomone di Konrad Lorenz…

 

Ad oggi quali sono i tuoi progetti per il futuro?

 

Molti. Sto scrivendo un nuovo romanzo. Ho nel cassetto una stesura non definitiva di un altro, un progetto che adoro ed è ancora più vecchio di Pan. Da settembre, poi, mi trasferisco a Londra, dove inizierò un PhD su giochi di ruolo e storytelling nei nuovi media. Mi piacerebbe anche scrivere un gioco basato sul mio ‘mondo narrativo’ (un puro labour of love, perché certo non si guadagna granchè con i giochi di ruolo). E vorrei lavorare a una serie di fumetti: l’idea c’è da un po’, i primi testi anche, ma se non mi decido a muovermi, non la venderò mai. E basta così, che nella vita bisogna pur cazzeggiare.

 

Vetrina

Pan La ragazza dei miei sogni Il manuale del cattivo. Cattivi si nasce. Bastardi si diventa Neopaganesimo. Perché gli dèi sono tornati Comunismo magico. Leggende, miti e visioni ultraterrene del socialismo reale Guida alle case più stregate del mondo. Tutti i luoghi in cui (non) vorreste passare la notte

postato da: minia80 alle ore 11:52 | Link |
categoria:scrittori in luce