Questo blog nasce da un'idea.Mettere in luci e far conoscere scrittori e scrittrici italiani. Con interviste, foto,segnalazioni.
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Nome: Minia-La Gatta Bianca
Sono una creatura di carta,una gatta bianca, che vive in Danimarca con i suoi padroni. Sono la Mistress di questo BLOG, che vuole essere un punto di incontro fra lettori,scrittori, artisti. Ma non solo,un luogo in cui poter conoscere editori e librai e creativi di ogni genere. Fotografi, stilisti, creatori di peluche e gioielli. Cosplay e....
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lunedì, 15 settembre 2008

simone rossi 

Simone Rossi è nato a Forlì nel 1982. Laureato in Semiotica all’università di Bologna, è attualmente redattore delle pagine culturali del quotidiano “La Voce di Romagna”. Questo è il suo primo romanzo. Ho dovuto ricorrere un po’ Simone, ma intervistarlo è stato uno spasso.

 

1)Con quali parole possiamo descrivere Simone Rossi scrittore?

Vanno bene tutte, basta che siano pronunciate ridendo. Conosco pochissimi scrittori, ma tutti si prendono tremendamente sul serio, e mi sembra che facciano una fatica boia. Non so se sono uno scrittore. Sono uno che scrive. Scrittore è uno che scrive e lo pagano: la differenza è sottile come la cartamoneta, e cicciona come tutto quello che ti ci puoi comprare.

2)Quali sono le somiglianza e le differenze fra te e Simone il protagonista del libro, che ha 25 anni, una tesi di laurea pronta, ma ancora un mese libero prima della discussione decide di partire per l'Etiopia al seguito di un gruppo di pensionati romagnoli che vanno a trovare i loro figli adottivi nella missione di padre Bernardo?

La somiglianza è totale: quello lì sono io. Le differenze crescono con il passare del tempo: è un casino assomigliare a se stessi, dopo un po'. Per esempio, nel frattempo mi sono laureato. E ho incontrato la donna della mia vita.

3)Come racconti l'Africa nel tuo primo libro "La luna è girata strana"?

"Senza retorica" ha detto qualcuno, ed è il più bel complimento che mi si possa fare. Parlare d'Africa e di frati che tolgono i bambini dalla strada è come cantare allo Zecchino d'Oro: c'è sempre qualcuno che ti applaude perché sei taaanto carino. Non voglio essere carino, voglio essere uno scrittore. L'Etiopia non è stata solo l'Etiopia: è stata il viaggio giusto al momento giusto. Mi ha cambiato la vita. Ecco, comincio a diventare retorico. Lasciamo perdere.

4)Quale è stato il motivo che ti ha spinto a raccontare e scrivere questo romanzo?

Banalmente: la necessità di raccontare. Ogni tanto nella vita ti succede un fatto che sembra troppo per una persona sola, e allora cerchi altre spalle per tenere su il peso. Così quel grande fatto diventa una piccola storia, e la storia inizia a girare, e la ruota è un'invenzione della madonna: pesano di meno, le cose, se le metti su una carriola.

5)"La luna è girata strana" è il tuo primo lavoro, cosa hai provato a vederlo materialmente pronto per essere letto da altri? Quali paure e aspettative?

Ri-banalmente: è stato bellissimo. Apro la busta gialla, e dentro ci sono dieci copie del mio libro. Un libro, con il mio nome sopra e le mie parole dentro. Mi si drizzano i peli delle braccia solo a ricordarlo. Paure: pochissime, giusto i refusi non corretti. Aspettative (mi frusterà la mia editrice): zero. Perchè "La luna è girata strana" è una storia che andava raccontata, le mie chiacchiere avevano bisogno di diventare un oggetto-con-le-pagine per guadagnarci in tangibilità: di qui in poi, è tutto grasso che cola. Non nasce come un romanzo, non è mai stato in un cassetto: è vita vera, pensavo che potesse essere un po' più interessante di un blog, e allora mi sono detto: Proviamo. Oh, ha funzionato.

6)Pubblichi con la giovane ma brillante casa editrice "Zandegu", come racconteresti il tuo personale rapporto fra scrittore e editore?

Con Marianna ci vediamo pochissimo, io sto a Forlì e lei a Torino: per questo ogni volta è una festa incredibile! Dei nostri incontri ricordo gelati buonissimi e cene da gran signori, librerie che profumano di formaggio e baristi generosi. Poi ogni tanto ci scriviamo un'infilata di mail più o meno problematiche per organizzare reading e storie varie, ma questo non è divertente da raccontare. Ma forse intendevi "rapporto scrittore-editore" nel senso di correzione bozze e storie simili: Marianna, mi si conceda la sviolinata, è stata indispensabile. Con una mano mi corregge gli errori, con l'altra tiene su l'aquilone per non farmi passare la voglia di giocare con le parole: forse la pensiamo un po' diversamente sulla scrittura, ma lei ha letto molti più manoscritti del sottoscritto, l'esperienza insegna. Scegli Zandegù! Vabbeh: avere qualcuno che ti aggiusta le parole rotte è indispensabile, anche perché ultimamente sto scrivendo robe di una cerebralità un po' troppo segaiola.

7)Molti lettori di Giochi di lingua hanno un manoscritto nel cassetto, consiglieresti di tentare la fortuna con Zandegu, e tu come sei arrivato a pubblicare con loro?

Un'amica aveva letto "Il discorso è che una volta ero un genio" di Giovanni Previdi, che è un libro spassosissimo edito da Zandegù. Con l'amica in questione ci scrivevamo un sacco di lettere, le facevo leggere il diario alle superiori: sapeva come scrivevo, insomma. Allora un giorno mi ha dato il libro di Giovanni e mi ha detto: secondo me te sei un tipo da Zandegù. L'ho letto, mi è piaciuto, sono andato su internet e ho scoperto l'esistenza di Zandegù, con Marianna che si fa un culo così e diventa La Più Giovane Casa Editrice d'Italia. Allora le ho scritto, dicendole: complimenti, non ti sembrerà vero ma a 400 km da casa tua si parla già di "stile Zandegù". Mi sembrava una cosa carina da dire a un fiore che stava crescendo, no? Poi le ho mandato le lettere che avevo scritto dall'Etiopia, anche se con la "narrativa surreale" che pubblica lei mi sembrava non c'entrassero un tubo. E invece. Per quanto riguarda i "consigli agli aspiranti scrittori", chi ha dei consigli me li dia. "Tentar non nuoce" può andare come banalità? Ne ho quante ne vuoi: "ogni lasciata è persa", "chi non risica non rosica", "il nuoto è uno sport completo".

8)La copertina è fighissima,passi la parola, chi l'ha scelta?

Marianna ha un grafico, vive in Giappone e disegna tutte le copertine di Zandegù. Non lo conosco. Non è incredibile che l'amico di una tipa di Torino stia in Giappone e abbia fatto la copertina del libro di un tipo di Forlì che è stato in Africa? Amo quella scimmia, anche se da qualche mese stanno circolando per Forlì delle magliette con un logo tremendamente simile, e la cosa mi crea un po' di scompensi.

9)Quali sono i progetti per il futuro e per far conoscere al maggior numero di lettori il tuo lavoro?

Per risparmiarci lo stanco rito dell'Incontro con l'Autore, io e tre adorabili creature abbiamo messo su un micro spettacolino teatrale, un reading con musiche dal vivo tratto dal libro. Si intitola "Ovunque appoggerò la testa", dentro c'è la musica di Tom Waits e di De Andrè, delle bolle di sapone e degli ippopotami. Lo stiamo facendo girare per librerie, circoli Arci e marciapiedi: è un bel modo per "far conoscere al maggior numero di lettori il mio lavoro", anche perché girare l'Italia suonando è una di quelle cose che ti verrebbe voglia di fare per mestiere. Progetti futuri? Scrivere un romanzo tutto a schegge, con le storie che non si capisce dove cominciano e dove finiscono. Per ora sto arrotando la lama del coltello.

10) C'è qualcosa che non ti ho chiesto che vorresti dire?

Non mi hai chiesto come sta la mia gatta. Sta bene, grazie, ieri sera ha fatto a unghiate con un felino ben più bastardo, ma si è difesa bene. Ah, non è una gatta: mentre il libro andava in stampa le sono spuntati... vabbeh, hai capito. Comunque si chiama  Chomsky,ormai il nome era dato. E poi grazie a te, Violante, per la pazienza. Bel nome, bel blog, bel nome per il blog. Chi ha voglia di scrivermi, santiddio, lo faccia: silkeyfoot@gmail.com. La calmezza è la virtù della fortezza.

VETRINA

La luna è girata strana

 

postato da: minia80 alle ore 09:33 | Link |
categoria:scrittori in luce, esordienti nellacquario